Sono stati giorni di attività intensa per il Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia, impegnata nella tutela della fauna selvatica e nei servizi di prevenzione e repressione dei comportamenti illeciti durante la caccia.
Nel fine settimana appena passato gli agenti hanno provveduto alla reintroduzione in natura di due esemplari di capriolo, un maschio e una femmina, rimasti feriti qualche tempo fa in due distinti incidenti stradali. I due giovani caprioli hanno trascorso oltre quattro mesi di permanenza al CRAS (Centro di recupero Animali Selvatici) di Paspardo, dove erano stati trasportati per le cure del caso dagli agenti del Nucleo Ittico Venatorio che li avevano soccorsi. Nelle scorse ore, accertato il loro pieno recupero, gli animali, secondo prassi, sono stati liberati in una foresta demaniale della Regione Lombardia, dove vige il divieto di caccia.
Sempre in questi giorni, l'attività di controllo da parte della Polizia Provinciale ha portato alla denuncia di due bracconieri nella Bassa Bresciana. I due qualche sera fa, intorno alle 22.30, sono stati sorpresi mentre effettuavano l'uccellagione con l'utilizzo di reti mist della lunghezza di 22 metri, con un'altezza di 5 metri, con l'ausilio di fonofil. Approfittando del buio, erano impegnati in una battuta di frodo per procacciarsi volatili per alimentare il commercio abusivo di uccelli da richiamo.
In Valsabbia è stato, invece, denunciato un cacciatore sorpreso, insieme ai suoi cani segugi, subito dopo aver abbattuto un camoscio, colpito con munizione spezzata, non consentita per questo tipo di caccia, così come l'utilizzo dei cani. All'uomo è stato notificato il divieto di detenzione di armi e dovrà risarcire la Regione con 3.000 euro per il prelievo non autorizzato del camoscio.
Resta, dunque, alta da parte del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale l'attenzione per il rispetto delle regole, a tutela della fauna selvatica e dell'ambiente. Inoltre, le operazioni di questi giorni hanno evidenziato una volta di più l'importanza della costante collaborazione tra la Polizia provinciale e il Cras, fondamentale per la conservazione in natura delle specie animali preseti nel nostro territorio.